Lo spettacolo dell’arte di Stefania Rosichetti - Stefania Rosichetti
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Lo spettacolo dell’arte di Stefania Rosichetti

Lo spettacolo dell’arte di Stefania Rosichetti

Semiologo e professore presso l’Accademia delle Belle Arti SantaGiulia, docente di storia dell’Arte ed estetica dei linguaggi visivi presso Miur e direttore artistico di “Casa Modigliani”.

C’è un’arte ch’è rivelazione, non necessita di qualificazione, né di catalogazioni, tantomeno di etichette. In un mondo dove l’immagine come comunicazione è preminente, l’analisi del contenitore finalmente si palesa prima di quella del contenuto. Quest’arte ha bisogno solo di un’azione: la contemplazione. La contemplazione nella sua radice etimologica significa entrare in contatto con le cose divine e più precisamente condividere, in un tempo preciso, le cose del cielo. È qui che si rivela il genio di Stefania Rosichetti, le sue figure sono vere e proprie manifestazioni della forma, soma che si mostra in quanto una luce la scopre perché di essa si possa vedere e guardare il contenuto, cioè Psiche. I suoi nudi hanno dunque la connotazione vera di Eros, figlio di Afrodite, e di Ares, che un giorno s’innamorò di Psiche. Da ella ebbe il dono non solo di essere dell’amore ricambiato, ma di evolversi e di avere dell’amore consapevolezza. Non fu più il putto Cupido, ma il giovane e bellissimo Eros. Per questo la femminilità che Stefania disegna, e magistralmente rivela con i suoi monocromi, ha il dono di mostrarci il femminile, di gustare una bellezza eterna che non conosce il tempo, ma solo i tempi. Stefania conosce i tempi che l’uomo fa scorrere con le barbarie, con le falsità, con un’economia bieca che mercifica tutto e tutti. Ogni dipinto di Stefania evidenzia la rara situazione in cui l´artista esplicita la sua essenza nell´opera d´arte e questa ha la sua genesi e si sviluppa nei ricordi e nella dilatazione del passato nell’attimo presente in cui l’osservatore guarda l’opera. Ogni suo quadro nasce da un´attenta analisi delle sensazioni, delle emozioni e dei sentimenti. Questo Cosmo interiore si evidenzia nei tratti del corpo, nelle curve sinuose di una gamba che si piega a nascondere il seno, nelle mani, stupende, che concludono l’armonia dei segni dando compimento e nuovo preludio. L´idea in questa’artista nasce sempre da una introspezione, lei non dipinge soltanto, il suo obiettivo è dar voce e forma a ciò che voce e forma può avere solo attraverso il lavoro dell´artista. E come dire che è l’anima, Psiche, a essere figurata attraverso il suo fare immagine. Lei raffigura il femminile come fosse l´unica chiave per accedere a un universo che si apre solo a chi è capace di sentire o guardare non solo con i sensi. Ciò che propone Stefania Rosichetti non è fissare un’immagine perché diventi monito, monolitico monumento al tempo che passa perché divenga storia, la sua eccezionalità sta nel fissare l´attimo in cui la luce rivela il contenitore perché l’osservatore del contenuto possa sentire il suono e percepirne la forma. L´opera è soltanto un pretesto che deve liberarsi delle infrastrutture retoriche, per questo la materia dei suoi dipinti si veste di trasparenze e di luce che non è fisica ma mentale, cosmica, spirituale. C’è un’arte ch’è rivelazione, non necessita di qualificazione, né di catalogazioni, tantomeno di etichette, Stefania Rosichetti è la magnifica artista che come un’attrice antica ci apre il sipario e rivela il suo spettacolo fantastico. Io mi siedo e osservo, lo spettacolo è appena iniziato …

Prof. Alberto D’Atanasio

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